Giustificare una decisione: che cosa cambia davvero l'obbligo di renderne conto

In un'organizzazione, dover spiegare una decisione può incoraggiare l'esame delle alternative oppure soltanto la ricerca di argomenti accettabili per i superiori. La domanda manageriale è quindi precisa: a quali condizioni l'obbligo di giustificazione migliora la riflessione prima della scelta?
Che cosa stabilisce la letteratura
Philip Tetlock (1983, Journal of Personality and Social Psychology) ha studiato sperimentalmente gli effetti dell'obbligo di rendere conto sulla complessità del ragionamento. Quando i partecipanti prevedono di dover giustificare il proprio giudizio davanti a un interlocutore di cui ignorano le posizioni, la riflessione può diventare più complessa, distinguendo e integrando un maggior numero di prospettive. Questo risultato riguarda una proprietà del ragionamento, non una garanzia di decisione corretta.
Il destinatario della giustificazione cambia il meccanismo
Jennifer Lerner e Philip Tetlock (1999, Psychological Bulletin) mostrano, in una rassegna della letteratura, che l'obbligo di rendere conto non è un intervento dagli effetti uniformi. Quando le preferenze del destinatario sono note, prevedere di dover giustificare una decisione può favorire l'allineamento a tali preferenze anziché un esame aperto. Quando interviene dopo che si è assunto un impegno, può anche incoraggiare la difesa della scelta già compiuta.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe dedurne che basti richiedere una giustificazione scritta per migliorare le decisioni. I lavori citati non consentono questa conclusione: un documento può servire a esplorare i compromessi oppure a dare una veste argomentata a una preferenza già definita. La distinzione utile riguarda il momento e la funzione della giustificazione, non soltanto la sua esistenza. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non permettono di promettere
Le situazioni sperimentali e i lavori raccolti in questa rassegna non dimostrano che una determinata procedura ridurrà gli errori di qualifica in un'impresa industriale di Neuchâtel. Una riflessione più complessa può esplicitare un compromesso senza risolvere un'incertezza tecnica. Analogamente, la presenza di un'argomentazione in un dossier non prova né la sua indipendenza dalle preferenze dei superiori né la sua effettiva influenza sulla scelta.
Una verifica pratica a Neuchâtel
Nell'ambito del programma SHR dedicato alla presa di decisione, un esercizio applicabile a un'impresa di Neuchâtel attiva nella microtecnica, nell'orologeria o nella microelettronica di precisione consiste nel documentare le decisioni di qualifica di un fornitore prima dell'approvazione. Per ogni dossier, annotare un'alternativa esaminata, un compromesso tecnico e un'incertezza residua, quindi datare la nota prima che chi approva annunci la propria preferenza. Su un periodo definito in anticipo, misurare la proporzione di decisioni corredate da questa nota preliminare, verificandone le marcature temporali e il contenuto. Questo indicatore verifica una disciplina di deliberazione; da solo non dimostra un miglioramento della qualità delle decisioni. Per approfondire: scoprite la formazione Processo decisionale a Neuchâtel, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Processo decisionale in Neuchâtel



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