Mantenere una decisione reversibile: ciò che la soddisfazione non dice

A Zurigo, scegliere un fornitore tecnologico o una soluzione operativa coinvolge spesso più funzioni della stessa organizzazione. La domanda manageriale è precisa: una decisione dovrebbe restare modificabile affinché chi ne è responsabile sia più soddisfatto?
Che cosa stabilisce la letteratura
Daniel Gilbert e Jane Ebert (2002, Journal of Personality and Social Psychology) hanno studiato scelte che i partecipanti potevano, oppure non potevano, modificare dopo averle compiute. Nei loro esperimenti, conservare la possibilità di cambiare non produceva necessariamente la soddisfazione attesa: le scelte divenute definitive potevano essere maggiormente apprezzate. I partecipanti non prevedevano correttamente questo effetto della reversibilità.
Il meccanismo: prevediamo male la nostra capacità di adattamento
Daniel Gilbert, Elizabeth Pinel, Timothy Wilson, Stephen Blumberg e Thalia Wheatley (1998, Journal of Personality and Social Psychology) hanno mostrato che le persone potevano sovrastimare la durata delle proprie reazioni emotive negative. I loro lavori indicano una sottovalutazione dei meccanismi psicologici che attenuano tali reazioni. Questo meccanismo aiuta a comprendere perché lasciare aperta una scelta non garantisca un'esperienza soggettiva migliore: rendere definitiva una scelta può favorirne l'accettazione.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe dedurne che un manager debba eliminare rapidamente qualsiasi possibilità di revisione. Sarebbe confondere soddisfazione e qualità della decisione: accettare meglio una scelta non ne dimostra la redditività, la conformità o l'adeguatezza tecnica. La reversibilità conserva un valore quando permette di rispondere a nuove informazioni o di limitare l'esposizione al rischio. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Ciò che questi dati non permettono di stabilire
Questi esperimenti non riguardano contratti informatici, impegni assicurativi o decisioni tra sedi europee. Non consentono quindi di stabilire la durata ottimale di un periodo di revisione in tali contesti. Anche la pratica corrente mantiene un'ambiguità: riaprire una decisione perché un fatto è cambiato non equivale a riaprirla perché chi ne è responsabile rimane insoddisfatto.
Una verifica pratica a Zurigo
Nell'ambito del programma SHR sulla presa di decisione, un team zurighese dei servizi finanziari, delle assicurazioni, della tecnologia o di una sede europea può sperimentare un registro delle decisioni reversibili. Per ogni decisione monitorata, annota in anticipo la data di riesame, i fatti che ne giustificherebbero la riapertura e un criterio di prestazione distinto dalla soddisfazione del responsabile. Alla scadenza, calcola la quota delle riaperture sostenute da un fatto nuovo documentato che soddisfa i criteri prestabiliti, rilevando separatamente soddisfazione e prestazione. Questo controllo non dimostra che rendere definitive le scelte migliori le decisioni; verifica se la reversibilità serve ad apprendere anziché a prolungare l'esitazione. Per approfondire: scoprite la formazione Processo decisionale a Zurigo, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Processo decisionale in Zurigo



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