Spiegare una scelta: ciò che le ragioni espresse dopo non dimostrano

Ai responsabili viene spesso chiesto di spiegare perché hanno scelto un fornitore, un investimento o una priorità operativa. La domanda manageriale è precisa: come verificare che la spiegazione restituisca i criteri effettivamente utilizzati, anziché una ricostruzione plausibile?
Che cosa stabilisce la letteratura
Richard E. Nisbett e Timothy DeCamp Wilson (1977, Psychological Review) esaminano i limiti dei resoconti verbali sui processi mentali. La loro analisi indica che alcune spiegazioni si basano su teorie plausibili di ciò che deve aver influenzato il giudizio, anziché su un accesso diretto a quel processo. Saper enunciare una ragione non basta quindi a dimostrarne il ruolo causale nella scelta.
Una spiegazione può seguire una scelta non propria
Petter Johansson, Lars Hall, Sverker Sikström e Andreas Olsson (2005, Science) chiedono ai partecipanti di scegliere tra fotografie di volti e poi di spiegare alcune scelte. In alcune prove, i ricercatori presentano loro, a loro insaputa, il volto che non avevano scelto. Alcuni partecipanti non rilevano la sostituzione e forniscono comunque ragioni a sostegno del risultato presentato.

La conclusione troppo rapida
Dedurne che i decisori inventino sistematicamente le proprie ragioni sarebbe eccessivo. Questi lavori non rendono sospetta ogni spiegazione e non dimostrano un'intenzione di ingannare. Mostrano piuttosto che un racconto sincero e coerente può essere una prova insufficiente del processo che ha condotto alla decisione. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Ciò che i dati non permettono di trasferire
Una scelta tra volti non riproduce né un investimento idroelettrico né una decisione sull'organizzazione delle cure. Gli studi citati non consentono di stimare la frequenza di queste ricostruzioni tra i dirigenti a Sion. Nella pratica, tuttavia, un verbale redatto soltanto dopo la decisione lascia aperta una domanda: i criteri dichiarati erano già presenti prima della scelta?
Una verifica pratica a Sion
Nel programma « Prise de décision » di SHR, un esercizio a Sion può riguardare una decisione non clinica in ambito sanitario, una manutenzione idroelettrica, un'attrezzatura viticola o un acquisto per il turismo alpino. Prima della decisione, ogni responsabile registra i criteri, il loro ordine di priorità e le informazioni disponibili in una scheda datata; dopo, redige la propria spiegazione senza modificare la scheda. La misura è la proporzione delle ragioni invocate dopo la scelta che figuravano già nella documentazione precedente, registrando separatamente quelle legate a nuove informazioni documentate. Il confronto non dimostra le cause mentali della scelta, ma rende verificabile la continuità tra i criteri dichiarati e la giustificazione finale. Per approfondire: scoprite la formazione Processo decisionale a Sion nel Canton Vallese, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Processo decisionale in Sion



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