L'umore del manager: un giudizio sul proprio lavoro?

Un tono brusco o un'espressione preoccupata possono bastare a far dubitare un collaboratore della qualità del proprio lavoro. La domanda utile è come tenere conto dell'umore del proprio manager senza confonderlo con un giudizio professionale.
Che cosa stabilisce la letteratura
Thomas Sy, Stéphane Côté e Richard Saavedra (2005, Journal of Applied Psychology) hanno mostrato sperimentalmente che l'umore di un leader poteva influenzare quello dei membri del gruppo e il tono affettivo collettivo. Il loro studio esamina anche effetti sui processi di gruppo, in particolare sul coordinamento e sull'impegno. Dimostra un'influenza emotiva, non la validità dell'umore del responsabile come indicatore della qualità del lavoro.
Una trasmissione che va oltre le parole
Sigal G. Barsade (2002, Administrative Science Quarterly) ha studiato sperimentalmente il contagio emotivo in gruppi impegnati in un esercizio di decisione manageriale. Le emozioni espresse da un partecipante complice dello sperimentatore potevano diffondersi e influenzare la cooperazione, il conflitto e la prestazione percepita. Questo meccanismo invita a distinguere ciò che si prova dopo uno scambio da ciò che il responsabile ha effettivamente chiesto o valutato.

La conclusione affrettata
Si potrebbe dedurne che basti aspettare che il manager sia di buon umore per affrontare un tema importante. Questi studi non verificano tale strategia e non mostrano che un umore positivo garantisca un giudizio più equo. Il punto non è quindi sorvegliare lo stato emotivo del responsabile, ma evitare di trasformare un segnale affettivo ambiguo in un verdetto sulla propria competenza. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa questi esperimenti non consentono di concludere
Questi esperimenti riguardano interazioni di gruppo in situazioni circoscritte, non l'intero sviluppo di una relazione gerarchica duratura. Non consentono di attribuire un tono irritato a una causa precisa, né di determinare come ciascun collaboratore dovrebbe rispondere. Distinguere umore e valutazione non significa nemmeno banalizzare osservazioni umilianti o chiedere al collaboratore di regolare le emozioni del proprio manager.
Una verifica pratica a Sion
A Sion, in un team attivo nell'energia idroelettrica, nella sanità, nella viticoltura o nel turismo alpino, il programma SHR «Costruire una relazione efficace con il proprio manager» può proporre una prova di due settimane. Dopo ogni scambio vissuto come negativo, il collaboratore annota separatamente il fatto osservabile, la propria interpretazione e l'eventuale richiesta esplicita, senza registrare dati sensibili; se un giudizio sul suo lavoro rimane incerto, chiede: «C'è un aspetto preciso del mio lavoro che devo modificare?» La misura è la proporzione di questi scambi per i quali il manager conferma esplicitamente una richiesta di correzione. Questa registrazione verifica l'esistenza di un'aspettativa professionale, non lo stato psicologico del responsabile, e non deve ritardare una segnalazione di sicurezza. Per approfondire: scoprite la formazione Costruire una relazione efficace con il proprio manager a Sion nel Canton Vallese, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Costruire una relazione efficace con il proprio manager in Sion



- costruire una relazione efficace con il proprio manager
- Sion
- ricerca
- Weiterbildung sion
