Ricerca 2026-01-14 Intelligenza emotiva Berna

Creatività al lavoro: bisogna sempre incoraggiare il buonumore?

Creatività al lavoro: bisogna sempre incoraggiare il buonumore? — SHR, Berna
Creatività al lavoro: bisogna sempre incoraggiare il buonumore? — SHR, Berna

Quando un gruppo cerca una soluzione nuova, il responsabile può essere tentato di ristabilire un clima positivo prima di iniziare. La domanda utile è più precisa: occorre correggere un umore negativo per favorire la creatività, oppure esaminare prima che cosa il contesto consente di farne?

Che cosa stabilisce la letteratura

Matthijs Baas, Carsten K. W. De Dreu e Bernard A. Nijstad (2008, Psychological Bulletin) mostrano, in una meta-analisi, che il rapporto tra umore e creatività non si riduce alla contrapposizione tra positivo e negativo. Gli stati positivi favoriscono maggiormente la creatività quando sono accompagnati da un'elevata attivazione e da un orientamento all'avvicinamento. Un umore piacevole ma poco attivante non offre quindi una garanzia equivalente.

Il contesto cambia il significato dell'umore

Jennifer M. George e Jing Zhou (2002, Journal of Applied Psychology) hanno studiato le relazioni tra umore e creatività sul lavoro tenendo conto del contesto. Il loro studio rileva un'associazione favorevole tra umore negativo e creatività in determinate condizioni, in particolare quando il riconoscimento della creatività e la chiarezza dei propri sentimenti sono elevati. Suggerisce che un vissuto spiacevole non sia necessariamente incompatibile con la ricerca di idee nuove.

Creatività al lavoro: bisogna sempre incoraggiare il buonumore? — SHR, Berna — Berne
Creatività al lavoro: bisogna sempre incoraggiare il buonumore? — SHR, Berna — Berne

La conclusione affrettata

Sarebbe ingiustificato dedurne che un responsabile debba alimentare l'insoddisfazione per stimolare l'inventiva. Un'associazione condizionata non costituisce né una prescrizione manageriale né una giustificazione della pressione emotiva. Nel programma «Intelligenza emotiva» di SHR, questi risultati possono servire a esaminare una distinzione pratica: accogliere un vissuto non obbliga né a sopprimerlo né a provocarlo. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)

Che cosa i dati non permettono di promettere

Lo studio sul campo, da solo, non consente di attribuire un effetto causale all'umore, mentre la meta-analisi riunisce compiti e contesti diversi. Produrre un'idea originale non significa ancora progettare una soluzione applicabile, sicura o conforme ai requisiti normativi. La letteratura non permette quindi di prescrivere un umore ottimale per ogni laboratorio, tanto meno per ogni persona.

Una verifica pratica a Berna

In un gruppo bernese dell'amministrazione federale, della sanità pubblica, delle telecomunicazioni o dell'industria di precisione, un esercizio del programma potrebbe consistere nell'avviare un laboratorio di miglioramento senza chiedere ai partecipanti di essere positivi. Il responsabile inviterebbe invece ciascuno, senza obbligo di rivelare il proprio stato emotivo, a tradurre una preoccupazione legata al lavoro in una domanda da esplorare. La misura proposta è la proporzione di queste domande che sfociano in una proposta giudicata sia nuova sia applicabile secondo criteri stabiliti prima del laboratorio, riportando nel verbale il numero totale delle domande. Confrontare questo indicatore tra più laboratori permetterebbe di seguire l'utilità del metodo, senza pretendere di isolare un effetto causale dell'umore. Per approfondire: scoprite la formazione Intelligenza emotiva a Berna, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.

In Bildern: Intelligenza emotiva in Berna

Intelligenza emotiva-Weiterbildung in Berna — in situazione
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Intelligenza emotiva-Weiterbildung in Berna — workshop pratico
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Intelligenza emotiva-Weiterbildung in Berna — sul campo
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