Gestione del tempo: quanto tempo dedicare alla ricerca di informazioni?

Confrontare fornitori, documentare un investimento o preparare una collaborazione può occupare una parte poco visibile della giornata lavorativa. La domanda manageriale è precisa: a quali condizioni proseguire la ricerca di informazioni giustifica il tempo impiegato?
Che cosa stabilisce la letteratura
George J. Stigler (1961, Journal of Political Economy) analizza la ricerca di informazioni, in particolare sui prezzi, come un’attività costosa che può generare un beneficio. In questo quadro, proseguire la ricerca è giustificato finché il beneficio atteso da una ricerca aggiuntiva supera il suo costo. Si tratta di un ragionamento economico, non della dimostrazione che i gruppi di lavoro sappiano individuare spontaneamente il momento giusto per fermarsi.
Lo sforzo dipende anche dal modo di cercare
John W. Payne, James R. Bettman ed Eric J. Johnson (1988, Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition) esaminano, attraverso simulazioni ed esperimenti, il compromesso tra sforzo cognitivo e accuratezza delle strategie decisionali. I risultati mostrano che l’utilità di una strategia dipende dalla struttura del problema e dai vincoli di elaborazione. Per il management, ciò suggerisce di distinguere il tempo dedicato a raccogliere informazioni dal metodo utilizzato per confrontarle.

La conclusione affrettata
Se ne potrebbe dedurre che basti fissare una durata massima per ogni ricerca. Questi lavori non forniscono però un budget di tempo universale: un’informazione aggiuntiva può modificare una scelta oppure soltanto rafforzare una preferenza già consolidata. La distinzione utile riguarda l’incertezza capace di cambiare la decisione, non il numero di documenti consultati. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non permettono di prescrivere
Il modello economico della ricerca e le situazioni sperimentali di scelta non riproducono tutta la complessità di un acquisto industriale o di una collaborazione universitaria. Nella pratica, il beneficio atteso da un’informazione è difficile da stimare prima di ottenerla. I requisiti di sicurezza alimentare e gli obblighi giuridici e contrattuali non possono quindi essere sostituiti da un semplice calcolo del tempo risparmiato.
Una verifica pratica a Friburgo
Nel programma SHR «Gestione del tempo e delle priorità», un possibile esercizio consiste nel monitorare per due settimane le ricerche aggiuntive relative a decisioni comparabili: acquisti agroalimentari, consultazioni di fornitori in francese e tedesco nell’industria o selezione di prestatori di servizi nel polo universitario friburghese. Prima di ogni ricerca, si annotano la domanda irrisolta e ciò che farebbe cambiare la scelta; dopo, si registrano il tempo impiegato e l’eventuale modifica della decisione. Si misura la proporzione di ricerche che hanno effettivamente modificato la scelta, insieme al tempo totale investito, senza considerare uno spreco le conferme necessarie. Questa osservazione apre una discussione verificabile sul tempo di ricerca; da sola, non dimostra la qualità delle decisioni. Per approfondire: scoprite la formazione Gestione del tempo e priorità a Friburgo, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Gestione del tempo e priorità in Friburgo



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