Definire le priorità: quale spazio riservare all’apprendimento?

In un gruppo di produzione, analizzare un difetto ricorrente o sperimentare un metodo compete sempre con un compito dal risultato più immediato. La domanda manageriale è precisa: come proteggere il tempo dedicato all’apprendimento senza presumere che ogni ora sottratta alla produzione sia un investimento utile?
Che cosa stabilisce la letteratura
James G. March (1991, Organization Science) distingue lo sfruttamento delle conoscenze esistenti dall’esplorazione di nuove possibilità. Il suo modello mostra come rendimenti più vicini e prevedibili possano favorire lo sfruttamento dell’esistente, a scapito dell’adattamento nel lungo periodo. Per la gestione del tempo, non si tratta quindi soltanto di eseguire meglio i compiti selezionati, ma anche di capire quali attività vengano sistematicamente escluse dalle scelte quotidiane.
Il tempo disponibile non basta
Amy C. Edmondson (1999, Administrative Science Quarterly) osserva, nei gruppi di un’impresa industriale, un’associazione tra sicurezza psicologica e comportamenti di apprendimento. Poter segnalare un errore, chiedere aiuto o discutere una difficoltà conta dunque nel modo in cui un gruppo apprende. Riservare una fascia oraria non garantisce che questi scambi avvengano: le condizioni relazionali meritano tanta attenzione quanto l’agenda.

La conclusione affrettata
Si potrebbe dedurne che occorra destinare una quota fissa del tempo all’apprendimento. Questi lavori, tuttavia, non consentono di determinare una percentuale ottimale né di assimilare ogni attività presentata come formativa a un’esplorazione utile. L’analisi di un difetto può migliorare una procedura esistente; una prova può aprire una nuova possibilità, ma anche non produrre alcun cambiamento pertinente. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non permettono di decidere
Il primo articolo si basa su una modellizzazione organizzativa, non su una sperimentazione di diverse allocazioni orarie in produzione. Il secondo è uno studio osservazionale sul campo: non dimostra che aggiungere momenti di apprendimento migliori, da solo, la prestazione. Nessuno dei due convalida una soluzione specifica per la microtecnica, l’orologeria o la microelettronica di precisione di Neuchâtel.
Una verifica pratica a Neuchâtel
Nell’ambito del programma SHR « Gestion du temps & priorisation », un gruppo di Neuchâtel attivo nella microtecnica, nell’orologeria o nella microelettronica di precisione potrebbe sperimentare una fascia oraria protetta dedicata a un problema ricorrente, con una domanda definita e una documentazione scritta prevista. Durante un periodo pilota stabilito in anticipo, registrare i minuti previsti e quelli effettivamente dedicati a questo lavoro, i motivi delle cancellazioni e le conclusioni documentate, comprese le prove non conclusive. Il rapporto tra tempo effettivo e tempo previsto misura quanto questa priorità sia realmente protetta; monitorare i difetti o le rilavorazioni interessati fornisce un indicatore complementare, senza dimostrare da solo un effetto causale. Questo protocollo proposto permette di verificare una scelta di priorità, anziché trasformare il tempo di apprendimento in una promessa di rendimento. Per approfondire: scoprite la formazione Gestione del tempo e priorità a Neuchâtel, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Gestione del tempo e priorità in Neuchâtel



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