A Losanna, bisogna suscitare paura per indurre ad agire?

Quando un responsabile comunica un rischio, deve insistere sulla gravità delle conseguenze per ottenere un’azione preventiva? A Losanna, questa domanda riguarda le imprese medtech, le scuole universitarie, le organizzazioni dello sport internazionale e le scale-up dell’arco lemanico, pur nella diversità dei loro vincoli.
Che cosa stabilisce la letteratura
Melanie B. Tannenbaum, Justin Hepler, Rick S. Zimmerman, Lindsey Saul, Stephanie Jacobs, Kristina Wilson e Dolores Albarracín (2015, Psychological Bulletin) hanno sintetizzato le ricerche sperimentali sui messaggi che fanno leva sulla paura. Rilevano, in media, un effetto favorevole sugli atteggiamenti, sulle intenzioni e sui comportamenti desiderati, più marcato quando il messaggio contiene elementi a sostegno dell’efficacia della risposta proposta. Questo contraddice l’idea che evocare una minaccia sia necessariamente controproducente.
La minaccia non spiega come agire
Nella loro metanalisi, Kim Witte e Mike Allen (2000, Health Education & Behavior) distinguono le risposte che favoriscono la prevenzione dalle reazioni difensive al messaggio. I risultati sottolineano l’importanza di associare una minaccia forte a un’elevata efficacia percepita; una minaccia forte accompagnata da una bassa efficacia percepita è maggiormente associata a reazioni difensive. Per un manager contano due domande: la misura proposta può prevenire il problema, e il destinatario si sente capace di applicarla?

La conclusione affrettata
Si potrebbe dedurne che basti drammatizzare un rischio e poi aggiungere un’istruzione. Questi lavori, tuttavia, non dimostrano né che una minaccia più intensa sia sempre preferibile, né che un’istruzione renda automaticamente praticabile l’azione. Presentare conseguenze documentate non equivale a colpevolizzare le persone: l’effetto medio di un appello alla paura non giustifica l’intimidazione manageriale. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non consentono di trasferire
Una parte importante di questa letteratura riguarda la prevenzione e la salute, non le relazioni gerarchiche durature sul lavoro. Inoltre, un’intenzione dichiarata dopo l’esposizione a un messaggio non equivale a una pratica mantenuta sotto pressione temporale. Questi risultati non bastano quindi a prevedere gli effetti di allarmi ripetuti sulla fiducia in un responsabile, né a stabilire il giusto livello di allarme per un team di Losanna.
Una verifica pratica a Losanna
In un laboratorio del programma «Communication» di SHR a Losanna, un team potrebbe confrontare due versioni di un promemoria preventivo non urgente: gli stessi fatti sul rischio, ma, nella seconda versione, un’azione esplicita, la sua utilità e i mezzi per attuarla. In un’impresa medtech, una scuola universitaria, un’organizzazione sportiva o una scale-up, il test potrebbe riguardare la segnalazione di un’e-mail sospetta, senza eliminare alcuna informazione obbligatoria. Assegnando casualmente i partecipanti alle due versioni, si misurerebbe la quota di persone che esegue correttamente la segnalazione in una simulazione, raccogliendo poi separatamente la loro percezione di poter agire. Questo risultato locale non dimostrerebbe un cambiamento duraturo, ma permetterebbe di verificare se rendere praticabile l’azione offre un vantaggio rispetto al solo richiamo della minaccia. Per approfondire: scoprite la formazione Comunicazione a Losanna nel canton Vaud, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Comunicazione in Losanna



- comunicazione
- Losanna
- ricerca
- Weiterbildung losanna
