Dare priorità: una richiesta familiare merita più tempo?

In un gruppo di lavoro, alcune richieste arrivano ripetutamente attraverso interlocutori e canali ormai familiari. La domanda manageriale è precisa: questa familiarità è una ragione sufficiente per assegnare loro un posto prioritario in agenda?
Che cosa stabilisce la letteratura
Robert B. Zajonc (1968, Journal of Personality and Social Psychology) ha mostrato che l’esposizione ripetuta a uno stimolo può bastare a renderne più favorevole la valutazione, senza ulteriori informazioni positive. Questo effetto di mera esposizione riguarda il gradimento, non il valore oggettivo di ciò che viene presentato. Offre quindi una ragione per non confondere «mi è familiare» con «merita più risorse».
La familiarità non agisce sempre allo stesso modo
Robert F. Bornstein (1989, Psychological Bulletin) ha sintetizzato le ricerche sperimentali sul rapporto tra esposizione e gradimento. La sua metanalisi mostra che l’effetto varia, tra l’altro, secondo le caratteristiche degli stimoli e le condizioni di esposizione. La ripetizione può dunque influenzare una valutazione, ma non esiste una regola secondo cui ogni richiesta ripetuta acquisti necessariamente maggiore priorità.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe dedurne che occorra penalizzare le richieste ricorrenti o quelle degli interlocutori abituali. Sarebbe sostituire una scorciatoia con un’altra: una relazione consolidata può fornire informazioni affidabili sugli impegni, sui rischi e sul lavoro necessario. La distinzione utile è tra la sola familiarità e gli elementi verificabili che un’esperienza condivisa permette effettivamente di conoscere. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non permettono di decidere
Questi studi non misurano direttamente l’ordine di gestione delle pratiche in un’impresa, né il tempo loro dedicato. Applicarne i risultati alla definizione delle priorità resta un’ipotesi da esaminare, non una diagnosi di favoritismo. D’altra parte, eliminare il nome del richiedente non migliora automaticamente una decisione: può nascondere una responsabilità contrattuale o una dipendenza operativa rilevante.
Una verifica pratica a Lugano
Nel programma «Gestione del tempo e delle priorità» di SHR — Swiss Human Resources, ai gruppi di lavoro delle banche, della moda, del commercio e delle PMI familiari italofone di Lugano si può proporre un esercizio: esaminare un campione di richieste mediante schede in italiano che riportino risultato atteso, scadenza motivata, rischio e impegno stimato. Due valutatori stabiliscono separatamente una graduatoria, uno conoscendo l’identità dei richiedenti e l’altro senza conoscerla, mantenendo gli obblighi pertinenti in entrambe le versioni. La misura è la proporzione di richieste la cui posizione differisce tra le graduatorie; ogni scostamento viene poi esaminato per capire se manchino informazioni utili o se la giustificazione poggi soltanto sulla relazione abituale. L’esercizio non dimostra un effetto causale della familiarità, ma rende verificabili le ragioni addotte per assegnare tempo. Per approfondire: scoprite la formazione Gestione del tempo e priorità a Lugano nel Canton Ticino, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Gestione del tempo e priorità in Lugano



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