IA on the job: spiegare una decisione sostituisce la partecipazione?

Un responsabile può ormai produrre rapidamente una spiegazione strutturata per negare una formazione o modificare un’assegnazione. La domanda manageriale è precisa: questa facilità nel giustificare porta a trascurare la consultazione delle persone interessate?
Che cosa stabilisce la letteratura
E. Allan Lind, Ruth Kanfer e P. Christopher Earley (1990, Journal of Personality and Social Psychology) hanno studiato sperimentalmente la possibilità di esprimersi prima o dopo una decisione. Nel loro studio, poter comunicare il proprio punto di vista aumentava la giustizia procedurale percepita, con un effetto più marcato quando tale possibilità precedeva la decisione. Il risultato distingue quindi due proprietà di una procedura: ascoltare una persona e comunicarle una conclusione.
Anche la spiegazione conta, ma in modo diverso
Jerald Greenberg (1990, Journal of Applied Psychology) ha studiato le reazioni a una riduzione temporanea del salario in un contesto industriale. Una spiegazione più completa e attenta si accompagnava a un aumento dei furti più contenuto rispetto a una spiegazione insufficiente. Questo studio sul campo indica che il modo di presentare una decisione sfavorevole conta, senza dimostrare che sostituisca la partecipazione preventiva.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe dedurre che un assistente capace di redigere una giustificazione dettagliata renda le decisioni più giuste. Questi studi non autorizzano tale conclusione: la percezione di giustizia non si riduce né alla lunghezza di una spiegazione né alla sua qualità redazionale. Nel programma «IA on the job», la distinzione utile è tra aiutare a spiegare una decisione e organizzare una possibilità reale di contribuire alla sua preparazione. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
I limiti dei dati e della pratica corrente
Questi studi non riguardano l’IA generativa e i loro contesti non consentono di prevedere direttamente le reazioni in un’organizzazione ginevrina. Non dimostrano nemmeno che ogni decisione debba essere oggetto di consultazione, soprattutto quando obblighi normativi ne determinano l’esito. Invitano però a esaminare una pratica facilmente trascurata: chiedere un parere quando la decisione è già stata presa, per poi presentare questo passaggio come partecipazione.
Una verifica pratica a Ginevra
Per un’applicazione pratica del programma presso SHR a Ginevra, una banca privata, un’organizzazione internazionale, una casa orologiera o un’impresa di commercio di materie prime può esaminare le decisioni di accesso alla formazione la cui spiegazione è preparata con l’IA. Per un mese, tra le decisioni che lasciano un margine discrezionale, rilevare la quota per la quale la persona ha potuto fornire elementi prima della decisione, verificando la data dell’invito, quella della decisione e la considerazione documentata degli elementi ricevuti. Questa verifica utilizza soltanto i metadati necessari, senza trasferire i fascicoli personali nell’assistente. Il risultato non misura tutta la giustizia della procedura, ma verifica se l’organizzazione offre una partecipazione preventiva anziché soltanto una spiegazione successiva. Per approfondire: scoprite la formazione IA nel lavoro quotidiano a Ginevra, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: IA nel lavoro quotidiano in Ginevra



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