IA on the job: chiedere alla macchina per evitare di chiedere consiglio?

Chiedere consiglio in un gruppo di lavoro coinvolge anche l'immagine che si pensa di dare della propria competenza. La domanda manageriale è precisa: come utilizzare l'IA come primo interlocutore senza rafforzare la tendenza a evitare richieste di consiglio utili?
Che cosa stabilisce la letteratura
Alison Wood Brooks, Francesca Gino e Maurice E. Schweitzer (2015, Management Science) mostrano nei loro esperimenti che chiedere consiglio può accrescere, anziché ridurre, la competenza percepita di chi lo chiede. Questo effetto dipende in particolare dalla difficoltà del compito e dall'esperienza della persona interpellata. Il timore di apparire incompetenti non rispecchia quindi necessariamente il modo in cui il destinatario interpreta la richiesta.
Una disponibilità spesso sottovalutata
Francis J. Flynn e Vanessa K. Bohns (2008, Journal of Personality and Social Psychology) mostrano che le persone sottovalutano la probabilità che altri accettino una richiesta diretta di aiuto. Il meccanismo studiato riguarda in particolare un'insufficiente considerazione del costo sociale di un rifiuto per la persona interpellata. L'accettazione non va quindi confusa con una disponibilità priva di vincoli.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe dedurne che occorra rivolgersi sempre a un collega anziché all'IA; questi studi non consentono tale prescrizione. Un assistente può aiutare a precisare una domanda prima di porla, senza sostituirsi al consiglio stesso. La distinzione utile è tra una preparazione che facilita lo scambio e un uso che permette soprattutto di evitarlo. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa questi dati non dimostrano
Questi studi non riguardano né l'IA generativa né i gruppi di lavoro basilesi e non dimostrano che consultare un assistente riduca gli scambi umani. Non stabiliscono neppure che ogni richiesta di consiglio migliori una decisione o sia ben accolta in qualsiasi relazione gerarchica. Per chi dirige, il motivo di una mancata richiesta va quindi osservato, non presunto.
Una verifica pratica a Basilea
Nell'ambito di «IA on the job» di SHR, un gruppo basilese attivo nella farmaceutica, nelle scienze della vita, nella logistica renana o nella R&S internazionale può sperimentare per due settimane una regola: utilizzare l'assistente per formulare una domanda, poi rivolgersi a un collega quando la risposta dipende da un impegno locale o da una scelta tra esigenze di funzioni diverse. Per situazioni non sensibili e con uno strumento autorizzato, un registro essenziale indica il bisogno di consiglio individuato, la richiesta effettivamente presentata e l'eventuale modifica del passo successivo previsto. Il rapporto tra richieste effettuate e bisogni individuati rende verificabile il rispetto della regola; le modifiche osservate indicano il contributo dello scambio. Un riscontro anonimo sulle richieste non presentate permette poi di distinguere una domanda diventata superflua da una richiesta abbandonata per timore di disturbare o di apparire incompetenti. Per approfondire: scoprite la formazione IA nel lavoro quotidiano a Basilea nel cantone di Basilea Città, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: IA nel lavoro quotidiano in Basilea



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