Gestione di progetto: prima riflettere da soli, poi progettare insieme?

All'inizio di un progetto, il workshop collettivo viene spesso presentato come il modo migliore per ampliare la gamma delle soluzioni possibili. La domanda manageriale è più precisa: conviene cominciare con una discussione oppure riservare prima uno spazio alla riflessione individuale?
Che cosa stabilisce la letteratura
Michael Diehl e Wolfgang Stroebe (1987, Journal of Personality and Social Psychology) mostrano, in esperimenti sul brainstorming, che i gruppi in interazione producono meno idee rispetto a insiemi comparabili di persone che lavorano separatamente e i cui contributi vengono poi raccolti. I risultati attribuiscono una parte importante di questa perdita al blocco della produzione: quando qualcuno parla, gli altri non possono esprimere contemporaneamente le proprie idee. La discussione collettiva non è quindi un dispositivo neutro per esplorare soluzioni.
Il valore di una fase individuale seguita dal lavoro collettivo
Karan Girotra, Christian Terwiesch e Karl T. Ulrich (2010, Management Science) confrontano team che lavorano insieme fin dall'inizio con una modalità ibrida, che prevede una fase individuale prima del lavoro collettivo. Nel loro esperimento, la modalità ibrida ottiene risultati migliori su diverse dimensioni della generazione di idee, tra cui la qualità delle proposte migliori. Non si tratta soltanto di moltiplicare i contributi, ma di aumentare le possibilità di disporre di un'opzione realmente promettente.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe concludere che i workshop di progettazione debbano scomparire; questi studi non lo dimostrano. Formulare proposte, confrontare i vincoli e scegliere una soluzione sono attività diverse. Per un responsabile di progetto, la conseguenza ragionevole è organizzare queste attività in sequenza, non sostituire ogni confronto con una raccolta di moduli. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa questi dati non garantiscono
Questi esperimenti riguardano compiti di generazione di idee, non il successo complessivo di progetti bancari, commerciali o industriali. Una proposta valutata positivamente può comunque fallire di fronte a requisiti normativi, dipendenze tecniche o risorse insufficienti. Il semplice conteggio delle idee sarebbe quindi una misura incompleta: occorre esaminarne anche la pertinenza e la fattibilità.
Una verifica pratica a Lugano
A Lugano, una banca, un'impresa di moda, una società di trading o una PMI familiare italofona potrebbe confrontare, su problemi di progettazione comparabili, la discussione immediata con una fase di elaborazione individuale scritta in italiano seguita dalla discussione, mantenendo uguali il tempo totale e la dimensione del team. Prima della prova, occorre definire criteri di pertinenza, fattibilità e conformità, facendo poi valutare le proposte anonimizzate da persone che non conoscono la modalità utilizzata. Misurare il numero di proposte distinte che soddisfano questi criteri e il punteggio della proposta migliore permetterebbe di verificare un beneficio locale, senza pretendere di dimostrare una superiorità universale. Nel programma «Gestione di progetto» di SHR, questo protocollo può servire da esercizio applicativo: imparare a organizzare la progettazione, poi verificare che cosa produce tale organizzazione. Per approfondire: scoprite la formazione Gestione di progetto a Lugano nel Canton Ticino, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Gestione di progetto in Lugano



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