Una richiesta del manager giustifica un’eccezione alle regole?

Nella farmaceutica, nelle scienze della vita, nella logistica renana e nella R&S internazionale a Basilea, una richiesta di accelerare può incontrare un obbligo di tracciabilità o di approvazione. La domanda utile è precisa: che cosa verificare con il proprio manager prima di interpretare la sua richiesta come un’autorizzazione a derogare?
Che cosa stabilisce la letteratura
Stanley Milgram (1963, The Journal of Abnormal and Social Psychology) ha mostrato sperimentalmente che i partecipanti potevano proseguire un’azione che ritenevano dannosa sotto le ingiunzioni di un’autorità. Il risultato dimostra la possibilità di obbedire nonostante segnali di sofferenza, in uno specifico contesto sperimentale. Non misura né la frequenza delle deroghe nelle organizzazioni né il comportamento dei dipendenti a Basilea.
Quando la richiesta diventa un semplice problema operativo
Ann E. Tenbrunsel e David M. Messick (2004, Social Justice Research) propongono un meccanismo complementare: la dimensione etica di una decisione può sfumare, soprattutto attraverso il linguaggio e l’autogiustificazione. Il loro articolo è un’analisi teorica, non un esperimento sulle relazioni gerarchiche. Applicato a una richiesta del manager, questo quadro invita a verificare se espressioni come «semplificare il processo» nascondano l’eliminazione di un controllo.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe concludere che una relazione efficace richieda diffidenza verso ogni richiesta insolita del manager. Significherebbe confondere un adattamento autorizzato con un aggiramento: alcune procedure prevedono espressamente eccezioni e indicano chi può approvarle. Il punto non è quindi rifiutare per principio, ma distinguere l’istruzione ricevuta dall’autorizzazione necessaria per eseguirla. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa questi lavori non permettono di promettere
Un esperimento di laboratorio sull’obbedienza e un quadro teorico sull’autogiustificazione non dimostrano che una domanda di chiarimento prevenga una violazione sul lavoro. Non consentono neppure di presumere che un collaboratore possa interrogare il superiore senza rischi per la relazione. La verifica deve quindi poggiare sulle procedure e sulle funzioni competenti, senza attribuire al solo collaboratore la responsabilità del sistema di tutela.
Una verifica pratica a Basilea
Nel programma SHR «Costruire una relazione efficace con il proprio manager», un’applicazione a Basilea può consistere nello sperimentare per un mese il chiarimento delle richieste percepite come deroghe a una procedura, che riguardino un dossier farmaceutico, un trasferimento di campioni, una spedizione renana o una tappa della R&S internazionale. Per ogni richiesta inserita in un registro autorizzato, verificare prima dell’esecuzione la presenza di tre elementi: la regola interessata, il fondamento dell’eccezione e l’approvazione della persona abilitata. La misura è la proporzione di richieste registrate per le quali tutti e tre gli elementi sono documentati prima dell’esecuzione, indicando anche il numero totale di richieste e senza conservare dati sensibili non necessari. Questo tasso verifica una pratica di chiarimento, non l’assenza di violazioni; se l’autorizzazione resta incerta, deve intervenire il percorso qualità o conformità applicabile. Per approfondire: scoprite la formazione Costruire una relazione efficace con il proprio manager a Basilea nel cantone di Basilea Città, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Costruire una relazione efficace con il proprio manager in Basilea



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