A Lugano, valutiamo diversamente l’assistente IA che abbiamo costruito?

Il programma «Creare i propri assistenti e agenti IA senza programmare» rende accessibile un’attività prima riservata agli specialisti. Emerge quindi una domanda manageriale: come valutare un assistente quando chi lo progetta è anche chi ne raccomanda l’utilizzo?
Che cosa stabilisce la letteratura
Michael Norton, Daniel Mochon e Dan Ariely (2012, Journal of Consumer Psychology) mostrano, in esperimenti su oggetti assemblati dai partecipanti, che il lavoro di realizzazione può aumentare il valore attribuito al risultato. Questo «effetto IKEA» dipende in particolare dal completamento riuscito del compito: il solo impegno non produce sistematicamente tale valorizzazione. Questi studi documentano un effetto sulla valutazione degli oggetti, non sulla qualità degli assistenti IA.
Quando lo strumento diventa «nostro»
Jon Pierce, Tatiana Kostova e Kurt Dirks (2001, Academy of Management Review) propongono un quadro teorico della proprietà psicologica: una persona può sentire che un oggetto le appartiene senza esserne giuridicamente proprietaria. Il controllo esercitato, la conoscenza approfondita dell’oggetto e l’investimento personale costituiscono, in questo quadro, possibili vie verso tale sentimento. Configurare i passaggi e verificare le risposte di un assistente potrebbe riunire queste condizioni; si tratta di una trasposizione da esaminare, non di un risultato dimostrato sull’IA.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe concludere che occorra escludere i progettisti dalla valutazione. Significherebbe però confondere un rischio di valorizzazione soggettiva con una mancanza di competenza: chi costruisce lo strumento conosce anche i vincoli ai quali deve rispondere. Una precauzione ragionevole consiste nel distinguere il loro contributo alla definizione dei criteri dal giudizio finale sui risultati. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa questi studi non consentono di stabilire
Gli esperimenti su oggetti assemblati non permettono di stimare l’entità di un eventuale effetto corrispondente in una banca o in una PMI, e il quadro della proprietà psicologica non è uno studio causale sugli assistenti. Una preferenza del progettista può inoltre riflettere una migliore conoscenza dei casi d’uso. Una dimostrazione interna entusiastica non permette quindi di distinguere l’attaccamento allo strumento dalla sua effettiva adeguatezza o dal vantaggio di conoscerne il funzionamento.
Una verifica pratica a Lugano
Nell’ambito del programma, un gruppo di lavoro a Lugano può scegliere un compito in italiano su casi fittizi adatti alla propria attività: una risposta amministrativa in banca, una scheda prodotto nella moda, una richiesta a un fornitore nel commercio o un aggiornamento su un ordine in una PMI familiare italofona. Confronta i risultati del proprio assistente con quelli del metodo abituale, sugli stessi casi, con criteri definiti prima della prova e una provenienza nascosta per quanto possibile. Progettisti e colleghi non coinvolti valutano separatamente la quota di risultati utilizzabili senza correzioni sostanziali; lo scarto tra le loro preferenze per l’assistente costituisce il risultato da esaminare. Questo scarto non dimostra un effetto di attaccamento, ma rende verificabile una domanda che la sola soddisfazione dei progettisti lascia aperta. Per approfondire: scoprite la formazione Creare assistenti e agenti IA senza programmare a Lugano nel Canton Ticino, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Creare assistenti e agenti IA senza programmare in Lugano



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