Bisogna mostrare entusiasmo davanti al proprio responsabile?

Nella relazione gerarchica, accogliere una richiesta con riserbo può essere interpretato come scarso impegno. La domanda utile è quindi precisa: occorre mostrare al proprio responsabile un entusiasmo che non si prova per mantenere una relazione efficace?
Che cosa stabilisce la letteratura
Ute R. Hülsheger e Anna F. Schewe (2011, Journal of Occupational Health Psychology) mostrano, in una meta-analisi, che le diverse forme di lavoro emotivo non presentano le stesse relazioni con il benessere e la prestazione. La recitazione superficiale — modificare l’espressione visibile senza modificare il sentimento provato — è associata a maggiori difficoltà sul piano del benessere e ad atteggiamenti lavorativi meno favorevoli. Questi risultati non riguardano però specificamente l’entusiasmo mostrato davanti a un superiore.
Il meccanismo: modificare l’espressione o il vissuto
Alicia A. Grandey (2000, Journal of Occupational Health Psychology) propone un quadro teorico che distingue la regolazione dell’espressione emotiva da quella del sentimento stesso. Sorridere per apparire convinti e cercare una ragione sincera per interessarsi a un compito non corrispondono dunque allo stesso processo. Questa distinzione consente di formulare un’ipotesi per la relazione gerarchica: un’aspettativa di positività costante può aggiungere uno sforzo di regolazione al lavoro richiesto.

La conclusione affrettata
Se ne potrebbe dedurre che occorra sempre mostrare esattamente ciò che si prova. Gli studi citati non giustificano né questa regola né il suo contrario, che trasformerebbe l’entusiasmo in un obbligo professionale. Una risposta calma, rispettosa e precisa può esprimere una collaborazione reale senza simulare un’adesione emotiva: «Mi occupo di questa richiesta; ecco come procederò.» (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non permettono di stabilire
Una parte importante di questa letteratura riguarda le professioni di servizio e le interazioni con la clientela, i cui vincoli non coincidono con quelli della relazione con il proprio responsabile. Le associazioni sintetizzate non bastano a stabilire che nascondere occasionalmente la propria irritazione provochi esaurimento, né che un’espressione più autentica migliori la valutazione del superiore. Occorre in particolare distinguere un riserbo occasionale da un’aspettativa duratura di buonumore.
Una verifica pratica a Lugano
Nell’ambito del programma SHR «Costruire una relazione efficace con il proprio responsabile», una banca, un’impresa della moda o del commercio, oppure una PMI familiare italofona di Lugano può sperimentare una distinzione esplicita tra impegno operativo ed entusiasmo mostrato. Per due settimane, in un insieme concordato di scambi, il collaboratore conferma in italiano, se questa è la lingua di lavoro, l’azione e la scadenza senza aggiungere una formula obbligatoria di entusiasmo; la coppia registra poi i casi in cui il responsabile ha chiesto di chiarire l’impegno assunto. La misura è il numero di queste richieste rapportato al numero di scambi interessati, accompagnato da un esame congiunto delle formulazioni che hanno suscitato dubbi. Questa rilevazione non misura l’esaurimento: verifica localmente se una collaborazione espressa con sobrietà viene compresa come tale. Per approfondire: scoprite la formazione Costruire una relazione efficace con il proprio manager a Lugano nel Canton Ticino, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Costruire una relazione efficace con il proprio manager in Lugano



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