Rischi psicosociali: ringraziare basta quando le decisioni sembrano ingiuste?

Un gruppo di lavoro può ricevere ringraziamenti regolari e al tempo stesso contestare il modo in cui vengono distribuiti oneri e vantaggi. La domanda manageriale è precisa: rafforzare il riconoscimento verbale può bastare quando le decisioni continuano a essere percepite come ingiuste?
Che cosa stabilisce la letteratura
Johannes Siegrist (1996, Journal of Occupational Health Psychology) presenta il modello dello squilibrio tra sforzo e ricompensa ed esamina dati che collegano tale squilibrio alla salute. Le ricompense non si limitano al salario: comprendono anche la stima, le prospettive professionali e la sicurezza dello status. Ridurre il riconoscimento ai ringraziamenti significa quindi considerare soltanto una parte del modello.
La giustizia delle decisioni è un’altra dimensione
Marko Elovainio, Mika Kivimäki e Jussi Vahtera (2002, American Journal of Public Health) riportano associazioni tra una bassa giustizia organizzativa e indicatori sfavorevoli di salute in una popolazione di dipendenti ospedalieri finlandesi. Il loro studio distingue in particolare la giustizia delle procedure da quella del trattamento interpersonale. Invita a osservare non soltanto ciò che le persone ricevono, ma anche come vengono prese le decisioni e come vengono trattate le persone.

La conclusione affrettata
Si potrebbe dedurne che basti spiegare meglio le decisioni o ringraziare più spesso. Questi lavori, tuttavia, non dimostrano che una comunicazione più attenta compensi ricompense insufficienti o una procedura iniqua. Per chi dirige, occorre distinguere una spiegazione carente da una regola inadeguata: rendere comprensibile una decisione non la rende necessariamente giusta. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non permettono di chiarire
I due articoli forniscono tipi diversi di evidenza: il primo sviluppa un modello sostenuto da dati empirici, il secondo esamina associazioni in un contesto professionale specifico. Non sono sperimentazioni che dimostrano l’efficacia di un rituale di riconoscimento e non consentono di trasferire direttamente i risultati a tutte le professioni vallesane. Anche nella pratica, un singolo indicatore di soddisfazione non permette di distinguere gli effetti delle ricompense, delle procedure e delle relazioni.
Una verifica pratica a Sion
Nell’ambito del programma SHR « Risques psychosociaux », un esercizio proposto a Sion consiste nell’esaminare una sola categoria di decisioni: l’assegnazione delle reperibilità nell’energia idroelettrica, dei turni nella sanità, dei compiti di vendemmia nella viticoltura o dei servizi di presidio nel turismo alpino. Per quattro settimane, rilevare la proporzione di queste decisioni per le quali un criterio di assegnazione è stato comunicato prima della decisione ed è stata indicata una possibilità di riesame. Sperimentare poi una regola esplicita e ripetere la stessa rilevazione per altre quattro settimane, senza registrare dati sanitari individuali. La variazione di questa proporzione verifica una pratica decisionale, non una riduzione dei rischi psicosociali; resta necessario un riscontro collettivo sull’applicazione della regola. Per approfondire: scoprite la formazione Rischi psicosociali a Sion nel Canton Vallese, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Rischi psicosociali in Sion



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