IA on the job: più idee o più varianti?

Nel programma «IA on the job» di SHR — Swiss Human Resources, utilizzare l’IA per preparare un brainstorming solleva una domanda manageriale precisa. È preferibile mostrare le proposte generate all’inizio del laboratorio oppure raccogliere prima le idee indipendenti dei partecipanti?
Che cosa stabilisce la letteratura
Michael Diehl e Wolfgang Stroebe (1987, Journal of Personality and Social Psychology) hanno studiato perché i gruppi di brainstorming producono meno idee rispetto a persone che lavorano separatamente e le cui proposte vengono poi riunite. I loro esperimenti identificano il blocco della produzione — in particolare l’impossibilità di parlare contemporaneamente — come una spiegazione importante di questa perdita. Il risultato riguarda l’organizzazione della partecipazione, non l’efficacia di un assistente di IA.
Quando l’esempio diventa una cornice
David G. Jansson e Steven M. Smith (1991, Design Studies) hanno mostrato, in compiti di progettazione, che l’esposizione a un esempio poteva portare i partecipanti a riprenderne alcune caratteristiche, comprese quelle problematiche. Una proposta visibile non fornisce quindi soltanto contenuti: può anche orientare ciò che verrà immaginato in seguito. Un elenco generato dall’IA e mostrato in apertura potrebbe svolgere questo ruolo, ma tale trasposizione rimane un’ipotesi.

La conclusione troppo rapida
Sarebbe eccessivo dedurne che l’IA debba essere esclusa dai laboratori creativi. I due studi invitano piuttosto a distinguere due problemi: permettere a tutti di contribuire ed evitare che un unico esempio orienti tutti i contributi. Un laboratorio può risolvere il primo attraverso la scrittura individuale, mantenendo però il secondo se tutti partono dallo stesso elenco generato. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non permettono di promettere
Questi studi non riguardano né gli attuali assistenti generativi né le organizzazioni bernesi. Non dimostrano che un contributo indipendente sarà migliore, più realizzabile o più originale in ogni ambito professionale. Nemmeno contare le proposte è sufficiente: formulazioni diverse possono descrivere esattamente lo stesso cambiamento.
Una verifica pratica a Berna
Nell’ambito di «IA on the job», un esercizio proposto a Berna può confrontare, su un caso fittizio, due modalità: mostrare un elenco dell’IA prima dei contributi oppure raccogliere i contributi individuali prima di mostrare lo stesso elenco. Il caso può riguardare l’accoglienza nell’amministrazione federale, una campagna di salute pubblica, l’assistenza nelle telecomunicazioni o un passaggio di consegne nell’industria di precisione, senza utilizzare dati sensibili. A parità indicativa di durata e dimensione dei gruppi, far classificare le proposte anonimizzate da valutatori che non conoscono la modalità, secondo una griglia professionale definita in anticipo, quindi contare le categorie di soluzioni distinte e quelle giudicate realizzabili. La differenza osservata costituisce un indicatore locale da replicare, non la prova che una sequenza sia universalmente superiore. Per approfondire: scoprite la formazione IA nel lavoro quotidiano a Berna, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: IA nel lavoro quotidiano in Berna



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