Adottare la stessa IA basta ad armonizzare le pratiche?

Una direzione può dotare tutti i team dello stesso assistente di intelligenza artificiale senza ottenere pratiche comparabili. La domanda manageriale è precisa: che cosa occorre armonizzare affinché l’uso dell’IA non dipenda soltanto dalle abitudini di ciascun reparto?
Che cosa stabilisce la letteratura
Wanda J. Orlikowski (1992, Organization Science) propone un quadro teorico, illustrato da uno studio sul campo, nel quale la tecnologia è sia un prodotto dell’azione umana sia un mezzo che struttura tale azione. I suoi effetti organizzativi non si possono quindi dedurre dalle sole funzionalità: dipendono anche dalle condizioni e dalle modalità di utilizzo. Applicata all’IA, questa prospettiva invita a osservare le pratiche anziché considerare l’installazione del software come un cambiamento già compiuto.
Il meccanismo: i team si appropriano delle regole
Gerardine DeSanctis e Marshall Scott Poole (1994, Organization Science) distinguono le strutture proposte da una tecnologia dai modi in cui i gruppi se ne appropriano. Una procedura integrata in uno strumento può essere seguita, reinterpretata o aggirata nel lavoro collettivo. Per un manager, questo significa esaminare non soltanto l’uso dell’assistente, ma anche chi interviene, in quale momento e secondo quali regole.

La conclusione troppo rapida
Se ne potrebbe dedurre che occorra imporre un utilizzo identico a tutti i reparti. Questi lavori non dimostrano però la superiorità di un’uniformazione completa: un adattamento locale non è necessariamente una carenza. Occorre distinguere le variazioni giustificate dall’attività dagli scostamenti che rendono ambigue le responsabilità o i passaggi di consegne. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa questi lavori non permettono di concludere
Questi articoli precedono l’IA generativa e propongono soprattutto quadri di analisi, non una misurazione dell’efficacia degli assistenti attuali. Non consentono né di quantificare i benefici dell’armonizzazione né di definire il grado ottimale di standardizzazione. Una direttiva comune o una formazione completata non bastano quindi a dimostrare che le pratiche siano cambiate: questa evoluzione va osservata nel lavoro.
Una verifica pratica a Lugano
Nell’ambito del programma « Manager à l'ère de l'intelligence artificielle » di SHR — Swiss Human Resources, un esercizio proposto a Lugano consiste nell’esaminare la stessa operazione, come la preparazione di una risposta a un cliente, in team di banche, aziende della moda, società di negoziazione o PMI familiari italofone. Per due settimane, registrare per ogni pratica ammissibile, senza copiare dati riservati, la regola prevista e la prassi osservata riguardo ai dati consentiti, all’approvazione e al passaggio al collega successivo. Calcolare poi la quota di pratiche nelle quali uno scostamento dal protocollo rimane privo di una giustificazione documentata, indicando il numero totale di pratiche esaminate. Discutere i risultati in italiano con i team aiuta a decidere se chiarire la regola o riconoscere l’adattamento locale; questa quota misura uno scostamento nella prassi, non la qualità complessiva del lavoro. Per approfondire: scoprite la formazione Gestire nell'era dell'intelligenza artificiale a Lugano, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Gestire nell'era dell'intelligenza artificiale in Lugano



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