A Berna, il feedback distingue il progresso dal caso?

Un responsabile interviene dopo un risultato insolitamente negativo, poi osserva un ritorno a un livello più ordinario. La domanda manageriale è precisa: come evitare di considerare questo miglioramento una prova dell'efficacia del feedback?
Che cosa stabilisce la letteratura
Daniel Kahneman e Gary Klein (2009, American Psychologist) individuano due condizioni importanti per la competenza intuitiva: un ambiente sufficientemente prevedibile e opportunità per apprenderne le regolarità. La loro analisi sottolinea in particolare il ruolo della qualità e della tempestività delle informazioni di ritorno disponibili. Per il responsabile, osservare i risultati non basta: occorre che questi forniscano effettivamente informazioni sulla qualità del lavoro.
Il meccanismo: apprendere una relazione che non esiste
Hillel J. Einhorn e Robin M. Hogarth (1978, Psychological Review) analizzano come la fiducia in un giudizio possa persistere nonostante una validità insufficiente, soprattutto quando le informazioni necessarie per valutarlo sono incomplete. Un rischio connesso riguarda gli interventi innescati da un risultato estremo: quando i risultati contengono una componente casuale, l'osservazione successiva può essere meno estrema anche senza un intervento efficace. Questa regressione verso la media può indurre il responsabile a sopravvalutare l'utilità della propria critica.

La conclusione affrettata
La conclusione allettante sarebbe che il feedback non serva quando i risultati oscillano. Questi lavori invitano invece a distinguere una correzione osservabile del lavoro da una variazione del risultato complessivo. Verificare che una fase di controllo venga ora eseguita non equivale a dimostrare che il feedback spieghi, da solo, la diminuzione degli incidenti. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non consentono di stabilire
Questi due articoli propongono analisi teoriche e integrative; non costituiscono una sperimentazione del feedback nelle organizzazioni bernesi. Nella pratica, la difficoltà dei casi, il carico di lavoro e le procedure possono cambiare insieme ai risultati. Un confronto prima-dopo, soprattutto se parte da un incidente eccezionale, non permette di isolare l'effetto del colloquio.
Una verifica pratica a Berna
Nel programma « L'art du feedback » di SHR — Swiss Human Resources, un esercizio applicabile a Berna consiste nel definire, prima del colloquio, un comportamento verificabile: il controllo di una pratica nell'amministrazione federale, l'applicazione di un protocollo nella sanità pubblica, la verifica di un ticket nelle telecomunicazioni o il controllo di un componente nell'industria di precisione. Per un periodo prestabilito, registrarne l'esecuzione in tutte le occasioni comparabili, prima e dopo il colloquio, annotando separatamente risultati e cambiamenti di contesto. La misura è la proporzione di occasioni in cui il comportamento atteso viene effettivamente eseguito, verificata attraverso documentazione di lavoro autorizzata anziché affidandosi al ricordo del responsabile. Essa documenta un cambiamento della pratica senza trasformare un semplice recupero dei risultati in una prova causale. Per approfondire: scoprite la formazione L'arte del feedback a Berna nel cantone di Berna, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: L'arte del feedback in Berna



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