Gestione di progetto: un buon risultato dimostra una buona decisione?

Nei servizi finanziari, nelle assicurazioni, nelle imprese tecnologiche e nelle sedi europee dei gruppi internazionali a Zurigo, le decisioni di progetto vengono prese con informazioni incomplete. Come può un responsabile valutarne la qualità senza lasciare che il risultato finale riscriva ciò che era ragionevole decidere?
Che cosa stabilisce la letteratura
Jonathan Baron e John C. Hershey (1988, Journal of Personality and Social Psychology) mostrano sperimentalmente che conoscere l’esito di una decisione influenza la valutazione della sua qualità, anche quando le informazioni disponibili al momento della scelta rimangono identiche. Un esito favorevole porta quindi a giudicare più positivamente la decisione che lo ha preceduto. Per la gestione di progetto, questo suggerisce di distinguere la solidità di una scelta dal successo osservato a posteriori.
Rendere conto non basta: occorre precisare di che cosa
Jennifer S. Lerner e Philip E. Tetlock (1999, Psychological Bulletin) stabiliscono, in una rassegna della letteratura, che gli effetti dell’obbligo di rendere conto dipendono, tra l’altro, dal momento in cui interviene e dal pubblico davanti al quale ci si deve giustificare. Tale obbligo non riduce quindi automaticamente le distorsioni e può, in determinate condizioni, favorire giustificazioni difensive. Chiedere una spiegazione delle opzioni e delle incertezze prima della decisione è diverso dal chiedere a posteriori perché il risultato sia insoddisfacente.

La conclusione troppo rapida
Si potrebbe concludere che occorra valutare esclusivamente il metodo e ignorare i risultati. Sarebbe eccessivo: il risultato resta indispensabile per valutare le conseguenze del progetto e rivedere le ipotesi utilizzate. La distinzione riguarda due domande: la decisione era difendibile con le informazioni disponibili, e che cosa possiamo imparare dal suo esito? (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa i dati non permettono di garantire
Gli esperimenti sulla distorsione legata all’esito non riproducono tutta la complessità di un portafoglio di progetti zurighese, e la rassegna sull’obbligo di rendere conto non verifica un unico dispositivo di governo dei progetti. Questi lavori non dimostrano quindi che una scheda decisionale, da sola, migliori la prestazione. Nella pratica, una giustificazione redatta dopo la consegna può anche ricostruire il ragionamento anziché documentare quello che ha effettivamente guidato la scelta.
Una verifica pratica a Zurigo
Nell’ambito del programma «Gestione di progetto» di SHR, una possibile applicazione consiste nel provare, per quattro settimane, una scheda datata prima di ogni decisione selezionata per l’esercizio, riportando opzioni, informazioni disponibili, incertezze e motivazione della scelta. In una banca, un’assicurazione, un’impresa tecnologica o una sede europea a Zurigo, un valutatore esamina poi queste schede anonimizzate secondo criteri prestabiliti, prima senza conoscere il risultato e successivamente dopo la sua rivelazione. La misura è la proporzione di decisioni la cui valutazione cambia tra le due letture, rispetto al totale delle decisioni esaminate. Questa differenza è un segnale da discutere, non una prova automatica di distorsione: occorre verificare se l’esito apporti informazioni pertinenti o modifichi soltanto il giudizio su una scelta già documentata. Per approfondire: scoprite la formazione Gestione di progetto a Zurigo nel cantone di Zurigo, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Gestione di progetto in Zurigo



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