Assistenti IA: bisogna premiarne l’utilizzo?

Dopo aver creato un assistente senza programmare, un responsabile potrebbe essere tentato di collegarne l’utilizzo a un premio o a un obiettivo individuale. La domanda manageriale è precisa: bisogna premiare la frequenza d’uso oppure valutare la pertinenza del ricorso allo strumento?
Che cosa stabilisce la letteratura
Edward Deci, Richard Koestner e Richard Ryan (1999, Psychological Bulletin) hanno sintetizzato esperimenti sugli effetti delle ricompense esterne sulla motivazione intrinseca. La loro metanalisi indica, in particolare, che ricompense materiali attese, subordinate allo svolgimento o al completamento di un’attività, possono ridurre il successivo impegno liberamente scelto nella stessa attività. Distingue queste situazioni dal feedback positivo, che può sostenere l’interesse: non tutte le forme di riconoscimento producono quindi lo stesso effetto.
Quando l’incentivo cambia il significato della regola
Uri Gneezy e Aldo Rustichini (2000, The Journal of Legal Studies) hanno studiato l’introduzione di una multa per i genitori che arrivavano in ritardo a riprendere i figli nelle strutture di accoglienza. I ritardi sono aumentati dopo la sua introduzione e la sua abolizione non ha ripristinato il livello precedente durante il periodo osservato. Gli autori propongono un’interpretazione: una sanzione economica può trasformare un obbligo sociale in un servizio percepito come a pagamento.

La conclusione affrettata
Questi risultati non dimostrano che un premio legato all’uso di un assistente IA sarebbe necessariamente controproducente. Invitano piuttosto a esaminare che cosa l’incentivo renda desiderabile: risolvere un problema di lavoro oppure mostrare un utilizzo conforme all’obiettivo. Un riconoscimento basato su un caso d’uso pertinente non equivale a una ricompensa assegnata in base al numero di conversazioni aperte. (i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori)
Che cosa questi dati non permettono di concludere
Nessuno dei due studi riguarda gli assistenti IA senza codice, e una multa per un ritardo non è un premio per l’adozione di una tecnologia. Non consentono quindi di prevedere né l’entità né la direzione di un effetto in un’impresa neocastellana. La pratica comune di monitorare gli accessi resta tuttavia insufficiente: misura un’attività tecnica, non il motivo per cui tale attività è stata scelta.
Una verifica pratica a Neuchâtel
Nell’ambito del programma SHR « Créer ses assistants et agents IA sans coder », un gruppo di lavoro di Neuchâtel attivo nella microtecnica, nell’orologeria o nella microelettronica di precisione potrebbe sperimentare un assistente che prepara i passaggi di consegne, senza collegare il progetto pilota a premi individuali. Durante un periodo definito in anticipo, ogni passaggio di consegne idoneo verrebbe registrato indicando l’eventuale ricorso all’assistente, la motivazione della scelta e l’accettazione o la richiesta di revisione da parte del gruppo destinatario. La misura principale sarebbe la proporzione di passaggi di consegne accettati senza revisione, presentata separatamente con e senza assistente e tenendo conto del tipo di pratica. Questo monitoraggio non dimostrerebbe un effetto causale, ma permetterebbe di verificare se l’utilizzo osservato si accompagna a un risultato utile anziché a un semplice aumento degli accessi. Per approfondire: scoprite la formazione Creare assistenti e agenti IA senza programmare a Neuchâtel nel cantone di Neuchâtel, oppure sfogliate i nostri percorsi di formazione per quadri e collaboratori in Svizzera.
In Bildern: Creare assistenti e agenti IA senza programmare in Neuchâtel



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